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03.04.2015  -  TAC CORONARICA e RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE CARDIACA

A cura del Dr. Francesco Agostini

Nuove metodiche diagnostiche in campo delle malattie cardiovascolari come la TAC CORONARICA e la RISONANZA MAGNETICA NUCLEARE CARDIACA.
Questi importanti servizi offerti dalla nostra Azienda Ospedaliera Carlo Poma sono operativi da anni (in collaborazione tra Cardiologia e Radiologia) e si può accedere in regime ambulatoriale (senza ricovero). Quale la loro utilità, i campi di applicazione clinica, indicati per quali pazienti e le modalità di esecuzione?

TAC CORONARICA

E’ un’indagine radiologica non invasiva che permette di visualizzare le arterie coronarie e di evidenziare o escludere la presenza di placche aterosclerotiche (ostruzioni delle arterie alla base dell’angina pectoris e dell’infarto) con tecnica non invasiva, eseguibile in regime ambulatoriale a differenza del cateterismo cardiaco che necessita di ricovero e l’uso di cateteri dentro il cuore.
L’esame si esegue in un tempo massimo di 20 secondi e utilizza apparecchiature di ultima generazione (TAC Spirale Multidetettore) che, grazie all’aumento della risoluzione temporale/spaziale e all’utilizzo di programmi dedicati, consente la visualizzazione delle arterie coronarie e la ricostruzione tridimensionale delle stesse.
L’indicazione principale dell’esame è quella di escludere la presenza di malattia coronarica in pazienti che lamentano disturbi che fanno pensare a una malattia coronarica ma con bassa probabilità di malattia (pochi o nessun fattore di rischio) e con indagini non invasive (in particolare la prova da sforzo) non diagnostiche o non conclusive.
L’utilizzo appropriato di questa tecnica, oltre che escludere, consente anche di fare, in alcuni pazienti, una diagnosi precoce e quindi di prevenire eventi come l’infarto, indicando precocemente tecniche di rivascolarizzazione (angioplastica o bypass).
 
Altri ambiti di utilizzo solo la rivalutazione di pazienti già rivascolarizzati (con by-pass o con angioplastica) con dolori toracici atipici, l’esclusione di malattia coronarica in pazienti con cardiopatia dilatativa, l’esclusione di coronaropatia in pazienti candidati a chirurgia cardiaca valvolare e l’esclusione di anomalie coronariche.

Controindicazione all’indagine è rappresentata dalla insufficienza renale severa a causa della nefrotossicità del mezzo di contrasto, mentre  le limitazioni più importanti sono tutte quelle condizioni che possono ridurre la qualità dell’indagine e quindi l’accuratezza diagnostica: la fibrillazione atriale, l’obesità, le malattie polmonari severe (per la prevedibile difficoltà a trattenere il respiro durante l’esecuzione della procedura), la presenza di diffuse placche calcifiche. L’esposizione radiologica rappresenta il limite intrinseco della metodica, anch’esso comune alla coronarografia convenzionale.

Inoltre la TAC CARDIACA viene impiegata anche per fornire informazioni e dettagli su altre strutture come l’atrio sinistro in pazienti da sottoporre ad ablazione transcatetere della fibrillazione atriale (CARTO) in presenza di controindicazione della RMN (portatori di PACE-MAKER).
       
RISONANZA MAGNETICA CARDIACA

La Risonanza Magnetica Cardiaca (RMC) rappresenta una metodica di imaging il cui ruolo clinico si sta sempre di più affermando. Per eseguire l’esame non vegono usati radiazioni o mezzo di contrasto iodato.  
Gli ambiti di impiego nel settore cardiovascolare sono numerosi. La RMC infatti fornisce una accurata e non invasiva valutazione della morfologia cardiaca, della contrattilità e della cinetica regionale rappresentando il principale punto di riferimento (gold standard) per la valutazione della funzione sistolica bi ventricolare (forza di pompa del cuore).
Nello studio del miocardio (muscolo del cuore) il protocollo completo da attuare include l’uso di un mezzo di contrasto (gadolinio, mezzo di contrasto non iodato) che consente lo studio della perfusione (al primo passaggio) e, nella fase tardiva, le caratteristeche del tessuto (late-enhancement espressione di fibrosi), fornendo inoltre informazioni sulla vitalità miocardica.

La risonanza magnetica cardiaca ha assunto un ruolo fondamentale nello studio dei pazienti con patologia aritmica consentendo sia di definire la diagnosi (displasia aritmogena) e sia di offrire un contributo alla valutazione del rischio aritmico nei pazienti con cardiomiopatia (ad esempio quelli con cardiomiopatia ipertrofica).

Inoltre la tecnica permette di distinguere fra le diverse forme di cardiomiopatia, attraverso la valutazione della presenza e sua distribuzione della fibrosi intramiocardica.
La RM con uso di mezzo di contrasto (non iodato) si rivela molto efficace nella diagnosi differenziale fra cardiopatia ischemica (infarto miocardico) e miocardite (infiammazione del muscolo cardiaco) con notevoli ricadute sui percorsi diagnostici e terapeutici dei pazienti.
Nello studio delle patologie dell’aorta offre la possibilità di ripetere controlli in modo programmato senza esposizioni ripetute ai raggi X .

Si può valutare l’ispessimento del pericardio, che causa pericardite costrittiva, e porre diagnosi differenziale con le cardiomiopatie restrittive. La risonanza magnetica è utile nella valutazione delle masse intracardiache (trombi, tumori etc) permettendo di definire i margini della formazione, il suo rapporto con le pareti cardiache e la loro vascolarizzazione.

Nella gestione delle malattie cardiache congenite ci aiuta a definire la morfologia corretta della cardiopatia e le conseguenze emodinamiche.

Per informazioni : Dr. F.Agostini – Struttura Complessa di Cardiologia A-O.C.Poma – Mantova (Tel. 0376/201305)

 

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