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14.03.2007  -  Malattie da rischio ambientale

Lo studio del Centro Europeo Ambiente e Salute dell'OMS ha messo in evidenza l'impatto sulla salute dei cittadini causato dalle alte concentrazioni di inquinanti nell'aria delle nostre città, calcolando le morti, i ricoveri ospedalieri ed i casi di malattia imputabili alle concentrazioni medie di PM10 (particolato fine e polveri sottili). In altre parole, si sono calcolati i decessi che potrebbero essere prevenuti se si abbattesse l'inquinamento a valori uguali o inferiori a 30 mg/mc.

In riferimento allo studio sopraccitato l'Associazione ha promosso e organizzato nel maggio 2005 un interessantissimo e, per certi aspetti, preoccupante conferenza/convegno dal titolo “Malattie da rischio ambientale”.

Tale conferenza voleva essere propedeutica ad un'indagine epidemiologica sulla popolazione mantovana tesa a verificare, individuando marcatori precoci predittivi, un aumento di rischio delle patologie cardiovascolari.

La ricerca, che speravamo potesse trovare la solidarietà economica presso fondazioni bancarie locali, ma così non è stato, aveva lo scopo di:

  1. Mettere in opera un sistema di sorveglianza ambientale-biologico-sanitaria sugli effetti dell'inquinamento, sugli outcomes cardiovascolari che potrebbero configurarsi con una parte ecologica legata all'associazione fra inquinamento ed eventi di mortalità e morbilità cardiovascolare.
  2. Creare opportuni registri di esposizione per inquinante, patologia o gruppo a rischio, per associare inquinamento markers biologici ed eventi cardiovascolari.

Come si sarà capito la ricerca non è partita per mancanza di finanziamenti. E' sempre viva, però, nell'Associazione la volontà di dar seguito a quanto emerso nel convegno sulle Malattie da rischio ambientale nella speranza di trovare attenzioni, solidarietà e condivisione del problema. 

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